From TDC to Camerimage and Beyond

Award winning director/cinematographer Maayan Blech speaks about his career from TDC16 to the Cinematographers Debut Competition at Camerimage 2018 and beyond… // Il premiato regista e direttore della fotografia Maayan Blech ci racconta gli sviluppi della sua carriera dalla partecipazione a TDC16 fino al concorso per Miglior Debutto alla Fotografia a Camerimage 2018 ed oltre…

From left to right: Matthew Hicks (cinematographer), Maayan Blech (director), Kemal Akhtar (CineCampus Coordinator) on the set of The Last Harvest during the 2016 CineCampus at Terre di Cinema. The Last Harvest has been featured in seven International film festivals and won the Best Student Film Award at Arte-mere, France.
  • Hello Maayan, please tell us a bit about your background and when you decided to become a filmmaker?

For my 13th birthday I received my first hi8 analog video camcorder. After two years of “experience”, my father assigned me to be the videographer of the family first trip abroad.

I shoot 9 tapes. after we got back home, we sat down and saw the whole 9 tapes. it was a catastrophe. everything was extreme handheld, full of Shaky pans, fast tilts and Crash zooms. Then I received my first “professional” criticism. My father slaughtered me. I think it was one of the most traumatic moments of my career. we did not talk about it ever since.

From that moment my observations to cinematography changed.  I realized that I have a lot of responsibility on anything that is shown on the screen and everything that is being captured. I understood that being a filmmaker is all about honoring the smallest passage in time. The medium of the camera forces me to be aware to “The here and now”. I consider the camera as a tool for patience.  Hitting rec button and standing still in front of my vision – being in the moment itself.

Bentrovato Maayan, iniziamo questa chiacchierata dal tuo background, quando hai deciso di diventare un filmmaker?

Per il mio tredicesimo compleanno ricevetti in regalo la mia prima videocamera, una hi8 analogica. Dopo due anni di “esperienza”, mio padre mi commissiono’ il primo “lavoro” della mia vita: essere il videographer del primo viaggio di famiglia all’estero. Girai nove nastri e dopo il ritorno a casa ci sedemmo per rivederli.

Erano un disastro: macchina a mano estrema e panoramiche troppo veloci e tremolanti, zoomate precipitose. Fu la prima volta che ricevetti una critica “professionale”, mio padre mi massacro’! Credo che fu uno dei momenti piu’ traumatici che io abbia vissuto fino ad ora nel corso della mia carriera. Da allora Io e lui non ne abbiamo mai piu’ parlato.

E da quel momento le mie riflessioni rispetto alla cinematografia cambiarono. Compresi la grande responsabilita’ correlata alla ripresa di immagini che si mostrano su uno schermo. Compresi che essere un cineasta comporta innanzitutto prendere nella giusta considerazione il passaggio del tempo. Il mezzo di ripresa mi obbliga ad essere consapevole di cosa accade “qui ed ora”. Considero la macchina da presa come un mezzo per sviluppare la pazienza: premere il tasto Rec e rimanere immobile di fronte alla mia visione – essere immerso nel momento.

  • How did you get to know About Terre di Cinema and why did you apply for it?

I heard about TDC from the Festival Coordinator Office in the Cinema dept. at Tel Aviv University in 2016.

As a filmmaker who has a very strong interest in cinematography I was highly impressed by the TDC program emphasis on the visual aspects of filmmaking, high quality lectures and the Hands-on workshop – the ability to produce your own short film in less than two weeks.

Come eri venuto a conoscenza di Terre di Cinema e perche’ decidesti di iscriverti?

Venni a sapere di Terre di Cinema nel 2016 grazie all’Ufficio di coordinamento internazionale del Dipartimento Cinema e TV dell’Universita’ di Tel Aviv.

Essendo un cineasta fortemente interessato alla cinematografia rimasi molto colpito dall’enfasi sugli aspetti visivi della narrazione cinematografica del programma di TDC, l’alto livello delle lezioni seminariali e dei workshop pratici, la possibilita’ realizzare le riprese del proprio cortometraggio in meno di due settimane.

  • What’s the thing you liked most about your experience at Terre di Cinema in 2016?

Getting to know so many people from around the world is something you definitely need when you’re a filmmaker. Usually you meet people at festivals and all you do is talk and eat. At TDC we had a chance to work with each other and getting to know different methodologies and practices. Another thing that I liked was the opportunity to work with a DP and an camera operator.

In israel the position of DP and camera operator is usually held by the same person. working with a DP and an operator really helped me achieving what I wanted to do in a very short time. Having the DP with you on the monitor helps to communicate better and enables you to stage your shot exactly the way you want it to be.

Cosa ti e’ piaciuto di piu’ della tua esperienza a Terre di Cinema 2016?

Avere l’opportunita’ di conoscere colleghi da tutto il mondo e lavorare con loro e’ uno stimolo davvero essenziale per un cineasta. In genere questo accade soprattutto nei festival internazionali, ma tutto quello che fai e’ parlare e mangiare tanto! A TDC invece si ha la possibilita’ di lavorare insieme in un continuo scambio di conoscenze ed esperienze diverse.

Un’altra cosa che mi e’ piaciuta molto e’ stata la possibilita’ di lavorare con un direttore della fotografia ed un operatore alla macchina durante le riprese del mio corto da regista. In Israele di regola i due lavori sono svolti dalla stessa persona, ma lavorare con un direttore della fotografia ed un operatore mi ha consentito di ottenere quello che volevo in maniera piu’ efficiente. Avere il direttore della fotografia accanto a te al monitor durante le riprese aiuta a comunicare meglio dandoti la possibilita’ di realizzare la ripresa al meglio.

  • What was the most difficult thing to cope with while attending TDC?

When producing the films at TDC we shot two films a day for five days. So in addition to the production of the main film your team is shooting, you have to work on another films simultaneously, which is a bit challenging.

Having said that, I think that working on a lot of sets with all the members of the TDC workshop, allowed me to get more familiar and close to the other team members and that close bond helped to improve and perfect our collaboration in making our joint production.

Quale e’ stata la cosa piu’ difficile da affrontare durante la tua esperienza a TDC?

Durante il ciclo di riprese a TDC si girano due corti al giorno per cinque giorni. Cosi’ oltre alla produzione del proprio cortometraggio bisogna aiutare in ruoli secondari le altre produzioni, E’ una bella sfida!

Ma penso che lavorare intensamente su tanti set diversi, come accade a TDC, dia la possibilita’ di rafforzare i rapporti di collaborazione con gli altri partecipanti creando dei forti legami che sono molto importanti per la realizzazione dei cortometraggi .

  • Has the further development of your career benefitted of such experience? If yes, how?
A cap shot from the short film The Last Harvest (Terre di Cinema 2016)

The film we shot on TDC, The Last Harvest, screened at 7 festivals and won Best student film at Arte-mere Film Festival, France. But, most important, I met great people and made great friends who I’m still in touch with professionally and socially.

After TDC I flew to London to do the color grading of the film at Matthew’s Studio [Matthew Hicks, a professional DIT and DOP based in London, was the DOP who shot The Last Harvest at TDC] . I’m looking forward to collaborate again with people from TDC team.

La partecipazione a Terre di Cinema ha determinato risvolti positivi nella tua carriera? Se si’, in che modo?

Il cortometraggio che ho diretto a TDC, The Last Harvest, e’ stato selezionato in sette festival internazionali ed ha vinto il Best Student Award all’Arte-mere Film Festival, in Francia. Ma la cosa piu’ importante e’ stata la nascita di collaborazioni internazionali che durano nel tempo, fondate su grandi amicizie.

Dopo le riprese a TDC sono andato a Londra per fare la correzione del colore del mio corto con Matthew [Matthew Hicks, DIT professionista e DOP, ha realizzato la fotografia del corto The Last Harvest a TDC16] . La mia intenzione e’ di continuare a collaborare con gli amici che ho fatto a TDC16 in futuro.

  • What would you tell us about your experience at Camerimage 2019 and the film you presented there competing for the Cinematographers Debut Award?

Camerimage is a gathering dedicated only to cinematography, Sharing ideas and questions, having your hands on some expensive lenses and drinking vodka!

It was an honor presenting Call For Dreams at the Cinematographers Debuts Competition. The film directed by Ran Slavin is an experimental independent film that its storyline is based in Tokyo but was shot mainly in Israel. The big challenge in making this film was transforming sunny tel aviv into rainy Tokyo and creating this hybrid place that can be both spaces the same time.

The film premiere in Tel aviv this january. You are all invited!

Cosa puoi dirci della tua esperienza a Camerimage 2018 ove eri concorso per il premio al miglior direttore della fotografia esordiente?

Camerimage e’ un evento dedicato escusivamente alla cinematografia, si condividono idee ed esperienze, con la possibilita’ di mettere le tue mani su attrezzature molto costose e di bere tanta vodka!

Sono onorato di essere stato selezionato con il film Call for Dreams nella competizione per Miglior Direttore della Fotografia esordiente. Il film, diretto da Ran Slavin, e’ una produzione indipentende molto sperimentale, ambientato principalmente a Tokyo , ma girato quasi per intero in Israele. Quindi la sfida principale era trasformare la soleggiata Tel Aviv in una Tokyo costantemente piovosa creando un luogo ibrido che potesse essere entrambi i luoghi allo stesso tempo. A gennaio ci sara’ la prima a Tel Aviv, siete tutti invitati!

A cap shot from the feature film Call For Dreams (Israel, 2018)
  • Do you see yourself more as a director or a cinematographer?

Tough question! I see myself more as a director. I believe my experience in cinematography enables me to achieve my visual purposes as a director. Those two positions are intertwined in my work process.

Ti vedi piu’ come regista o come direttore della fotografia?

Domanda difficile! Direi che a conti fatti mi vedo piu’ come regista. Credo che la mia esperienza come direttore della fotografia e’ funzionale alla mia visione del cinema da regista. Questi due ruoli sono strettamente connessi nel mio metodo di lavoro.

  • What is your definition of cinematography and your personal take on it?

Cinematography for me is the creation of a new dimension in time. Personally I’m intrigued by the digitization revolution of photography, the compression of time into a digital file. I feel that cinematography today needs to respond and interact with this changes not only in the form of the feature but also in it’s content.

Quale e’ la tua definizione di cinematografia ed il tuo approccio a questa fondamentale aspetto della narrazione cinematografica?

La cinematografia per me e’ la crezione di una nuova dimensione nel tempo. Personalmente sono molto affascinato dai risvolti della rivoluzione digitale nella fotografia, il processo stesso di compressione del tempo in un file digitale. Credo che la cinematografia oggi debba rispondere ed interagire con questi cambiamenti tecnologici non soltanto per quanto riguarda la forma, ma anche con riferimento ai contenuti.

  • Can you tell us anything about your upcoming projects?

Now I am working on a script of my first feature film. It’s tells the story of an israeli family trip to Rome. The film will examine the dynamics between mobile photography, professional cinematography and home-movie.

Puoi dirci qualcosa a proposito dei tuoi prossimi progetti?

Al momento sto lavorando sulla sceneggiatura del mio primo lungometraggio da regista. Raccontera’ la storia di una famiglia israeliana in vacanza a Roma. Dal punto di vista delle immagini il film esaminera’ le dinamiche tra fotografia al cellulare, cinematografia professionale e filmini delle vacanze.

  • Where do you see yourself in 10 years?

In ten years from now I hope to have under my belt at least two features as a director and to continue working and creating in the fields of art and cinema. AMEN.

Dove ti vedi tra dieci anni?

Tra dieci anni spero di aver concluso almeno due lungometraggi da regista e di continuare ad essere impegnato ed a creare in ambito cinematografico ed artistico. AMEN.

Here is the link to the trailer of Call For Dreams:

https://vimeo.com/244692652

 

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