Happy New Year TDC!

Il direttore Vincenzo Condorelli ci racconta i primi 9 anni di Terre di Cinema e cosa ci riserva il futuro// TDC Director Vincenzo Condorelli’s  take on the first 9 years of Terre di Cinema and its future

From left to right: Vincenzo Condorelli AIC (TDC Director) and Nicolo’ Biarese (Extended CineCampus 2017) on set on the Mount Etna.

Buongiorno Vincenzo, siamo arrivati al nono anno di Terre di Cinema quale e’ il bilancio a questo punto?

Sembra ieri, ma effettivamente nove anni non sono pochi. Da un punto di vista tecnico il primo anno fu proprio un’avventura, gli studenti del CineCampus girarono i loro corti con le Canon 7D modificate con attacco PL Mount, mentre adesso giriamo in pellicola Kodak 35mm. Nel frattempo sono passati dal nostro CineCampus circa 250 giovani filmmaker – registi e direttori della fotografia – provenienti da 25 paesi di tutto il mondo, che hanno realizzato oltre 70 cortometraggi a Terre di Cinema. Ma la formula di base e’ rimasta immutata.

We’re entering into the 9th year of Terre di Cinema, what is your assessment at this point?

It feels like yesterday but in fact 9 years is not a little time. Equipment wise in 2011 we started with a bunch of Canon 7d modified with a PL Mount and nowadays TDC students shoot on Kodak 35mm film stock. In the meanwhile our CineCampus hosted round 250 filmmakers – directors and cinematographers – from 25 countries around the world who shot more than 70 short films at Terre di Cinema. But the original formula at the core remained the same.

E cioe’?

Terre di Cinema non e’ un festival, anche se include proiezioni pubbliche con grandi ospiti internazionali, ma non e’ soltanto un workshop, anche se la sua finalita’ principale e’ di natura educativa, tramite le attivita’ del CineCampus.  Direi piuttosto che si tratta di un evento dedicato alla cinematografia, cioe’ alla narrazione per immagini in movimento, che vuole formare le nuove generazioni di cineasti e lo stesso pubblico degli appassionati del cinema (e della tv) alla cultura dell’immagine, partendo dall’esperienza diretta di chi lavora a tempo pieno in questo ambito dell’industria cine-audiovisiva a livello internazionale.

Quando abbiamo iniziato TDC da direttore della fotografia pensavo (e continuo a pensare) che in considerazione delle grandi innovazioni tecnologiche che da una decina di anni stanno cambiando incessantemente il modo di svolgere la nostra professione fosse importante creare un momento di confronto e di scambio di conoscenze  da trasmettere ai giovani che saranno i protagonisti futuri di questa industria dandogli al contempo l’opportunita’ di testare queste conoscenze sul campo tramite la realizzazione dei loro cortometraggi.

That is?

Terre di Cinema is not a festival, although every year we offer a theme oriented programme of screenings with international hosts, and it is not just a workshop, nonetheless there is a clear educational mission at its core. I’d rather defineTDC then as an event dedicated to the art and craft of cinematography, namely the motion picture images narrative, coming from those who actively work in this industry internationally and aimed at enhancing both the new generations of filmmakers – directors and cinematographers – take on it, through a highly qualified programme of activities, and the general audience of cinema (and TV) lovers so that they can develop a better understanding of our craft.

When we started TDC as a cinematographer I had believed (and I still believe) that given the enormous technological innovations continually reshaping the tools and practices of our job for the last decade, it was important to establish a place for meeting, discussing and exchanging ideas and experiences to be further transmitted to those who will be the protagonists of this industry in the future while giving them the opportunity to test all this on the ground through the shooting of their own short films.

Le attivita’ didattiche del CineCampus pero’ non sono dedicate soltanto ai giovani direttori della fotografia, ogni anno partecipano dieci registi con l’obiettivo di realizzare le riprese dei loro cortometraggi.

In effetti questa e’ una caratteristica fondamentale di Terre di Cinema basata su una logica elementare: il nostro lavoro non esisterebbe senza i registi, cioe’ coloro che dirigono la realizzazione di un film in tutte le fasi produttive, dalla scrittura alla postproduzione, passando per le riprese ed il montaggio.  Esistono svariati workshop e summer school di ottimo livello in giro per il mondo dedicate esclusivamente ai giovani direttori della fotografia, quindi nel 2011 non vedevo la necessita’ di fare qualcosa che gia’ esistesse. Ma sono molti meno quelli che appunto portano insieme registi e direttori della fotografia con l’obiettivo concreto di realizzare una serie di cortometraggi con un approccio professionale. Posso dire con ragionevole certezza che tra questi Terre di Cinema e’ stato il primo, tanto in Italia che in Europa.  Anzi per essere piu’ precisi se consideriamo la qualità dell’offerta didattica del CineCampus, il numero di corti realizzati, le borse di studio assegnate, il costo di iscrizione assolutamente popolare, possiamo dire senza modestia di non avere paragoni al mondo.

L’obiettivo finale di tutti noi e’ quello di raccontare delle storie e questo mi pare piu’ interessante che stare a fare esercitazioni fini a se stesse. Tale approccio comporta molto piu’ lavoro da parte nostra, dal momento che ogni anno produciamo in tutto e per tutto dieci cortometraggi: si tratta di uno sforzo produttivo enorme il cui merito va in tutto e per tutto al nostro reparto di produzione diretto egregiamente da Cecilia Grasso. Una menzione speciale va al regista/sceneggiatore Lorenzo d’Amico de Carvalho che dall’edizione 2018 supervisiona il reparto regia con eccellenti risultati.

Senza dimenticare i supervisori alla macchina da presa Osama Abou El Khair e Kate Eccarius che hanno il merito straordinario di insegnare la corretta gestione del workflow in pellicola in un tempo molto ristretto. E tutti gli altri membri dello staff che non posso citare per motivi di spazio, senza il loro duro lavoro nulla di quello che facciamo potrebbe essere realizzato.

CineCampus activities are not for cinematography students only: every edition is attended by 10 young directors who realise the shooting of their own short films at Terre di Cinema. Why is that so?

In fact this is a distinguished hallmark of TDC based on a logical and simple truth: our job would not even exist without the directors, those who indeed direct the filmmaking process throughout all the production phases, from the writing and the shooting to editing and post-production. There actually are several highly qualified workshops and seminars around the globe exclusively dedicated to cinematography students, that is why I did not see the reason, back in 2011, to add another one to the lot unless it presented a unique feature such as this: bringing the directors onboard. In this respect, I can reasonably affirm that Terre di Cinema has been the first of its kind both in Italy and Europe.

Moreover, if we consider the top notch quality of our CineCampus, the number of short films we produce with the participating students every year, the scholarships that we assign and the very accessible participation fee for those who do not benefit of a scholarship, we can be proud to say that there is nothing else in the world like Terre di Cinema!

Our educational approach, focusing on storytelling rather than mere lighting exercises, requires a much more demanding effort from our side, as each summer we produce 10 short films with the students participating at Terre di Cinema: it is a gigantic production challenge and all the credits of its success go to our Production department virtuously directed by Cecilia Grasso.  A special mention goes to Director/Screenwriter Lorenzo d’Amico de Carvalho supervising the Directing department, with excellent outcomes, since the 2018 edition.

Not to forget Camera supervisors Osama Abou El Khair and Kate Eccarius who manage to teach our students anything they technically need to know about prepping and shooting on film in a very short and intense time. Besides, I must thank all the other staff members that I cannot mention one by one because it would take too much space: without their hard work and heart felt commitment yet nothing of this would be possible.

Alcuni numeri possono dare un’idea piu’ precisa di cosa intendi?

La formula, molto intensiva, prevede la realizzazione di due cortometraggi al giorno per cinque giorni: l’edizione 2018 ha visto coinvolti una quarantina di attori, venticinque location tra l’Etna, il centro storico di Catania e la sua spiaggia, per 4.000 metri di pellicola girata. La logistica e’ davvero impegnativa se consideriamo pure che i mezzi tecnici fornitici dal nostro Parter Tecnico Panalight, il principale rental italiano, arrivano da Milano. E considerando che ciascuna troupe e’ formata almeno da 8-10 studenti, dal momento che tutti si alternano a rotazione nei vari ruoli dei due reparti (regia e fotografia) per tutti i giorni di produzione delle riprese, e lo staff che supporta ciascuna troupe. Inoltre, grazie al sostegno del Bando SIAE SILLUMINA, che ci siamo aggiudicati per due anni consecutivi, abbiamo potuto offrire dieci borse di studio complete a giovani registi e/o sceneggiatori italiani under 35. Il lavoro di redazione, editing e finalizzazione delle loro sceneggiature e’ stato svolto precedentemente al loro arrivo al CineCampus tramite sessioni webinar live ed esercitazioni online con professionisti internazionali per un totale di 100 ore di attivita’ frontali di formazione (www.extendedcinecampus.net). Cio’ ha comportato una profonda cura ed attenzione alla scrittura dei cortometraggi che credo sia rispecchiata nei lavori realizzati nel 2018 che vedremo prossimamente.

Give us some numbers about TDC so that we can understand better please

Our very intensive formula dictates, following to preproduction, the shooting of 2 short films per day (for 5 days in total): 2018 Edition involved round 40 actors, 25 locations from Mount Etna to Catania historical centre and its sandy beach, for the shooting of 4,000 mt of 35mm film stock. Logistics is definitely challenging, starting from the fact that professional film cameras and lighting provided by our Technical Partner Panalight, Italy’s main cinema rental, come from Milan and have to reach Sicily in time. And considering that each crew is formed by at least 8-10 students – they are busy rotating jobs in all the productions – and there is a supporting staff attached to each shooting . Besides, thanks to the support of SIAE, Italy’s collecting agency, through the SILLUMINA Call of Proposals (we have been selected both years since 2017), we have been able to offer 10 full scholarships for Italian directors and/or screenwriters under 35. Because of this the writing, script editing and finalisation of each script has been carried out before the start of the residential CineCampus through a 100 hours long series of webinar sessions attended by international lecturers and professionals from the industry (www.extendedcinecampus.net). I believe that such extended time dedicated to the scriptwriting has resulted in stronger scripts and therefore better short films such as those we have produced during the 2018 edition.

In questo quadro perche’, a partire dal 2017, avete scelto di tornare alle riprese in pellicola?

In origine l’idea e’ stata dell’amico e collega Matyas Erdely, direttore della fotografia dei film di Laszlo Nemes quali Figlio di Saul e Sunset, nostro ospite a Terre di Cinema durante l’edizione 2016. Kodak Motion Picture Film ci ha garantito immediatamente il massimo sostegno e di questo gli sono davvero grato. E Augustus Lab a Roma ci supporta in fase di postproduzione.  Io appartengo alla generazione che ha vissuto in prima persona la transizione al digitale, e tutte le varie tappe intermedie con il video. Si era trattato di un momento storico eccezionale e ricco di stimolo e di sperimentazioni.   Ma la nostra generazione ha avuto la fortuna di aver imparato questo mestiere con la pellicola e molti continuano ad usarla quando questo supporto risulta essere il piu’ adeguato al tipo di storia che si deve raccontare.  Penso che preservare questa capacita’ di scelta sia essenziale per il cinema e penso che le giovani generazioni debbano avere la possibilita’ di imparare sul mezzo cinematografico per eccellenza, ovvero l’emulsione fotografica.  Se si impara la fotografia in pellicola, poi si puo’ girare in qualsiasi modo.  Peraltro va sottolineato un ulteriore aspetto: quando si gira in pellicola bisogna prevedere, o meglio previsualizzare il film nella propria testa, perche’ il video assist non da l’immagine esatta che si sta realizzando. Con il digitale siamo invece abituati a vedere esattamente quello che stiamo riprendendo. Quella capacita’ di previsualizzazione e’ una qualita’ fondamentale per ogni cineasta, ed in particolar modo per il direttore della fotografia, che va imparata e tramandata. Infine girare in pellicola comporta intrinsecamente una disciplina ed una attenzione che, una volta imparate, possono essere applicate con grande utilita’ alle riprese in digitale.

Given such framework, how come since 2017 you have decided to shoot on film at the CineCampus?

Originally the idea came from colleague and friend Matyas Erdely – cinematographer of Laszlo Nemes films – Son of Saul and Sunset – among the others – who featured in the 2016 Terre di Cinema Edition. Following to that Kodak Motion Picture Film enthusiastically stepped in becoming our Main Technical Partner, something for which I’m very grateful to them. August Color Lab in Rome provides all the post-production workflow on film and digital scans. I belong to the generation who enter the industry exactly when the transition from film to video (and then digital video) was taking place: it was a very exciting and stimulating time, full of experimenting, still we had learnt this job on film , as it had always been since the invention of cinema, and many of us keep shooting of film whereas it suits best the requirement of a given project. I reckon that preserving the possibility of such choice is essential for cinema and believe new generations of filmmakers, who are digital native, must have the opportunity to learn the basics of cinematography on the tool that is a synonim itself of cinema, namely the film stock. Once you learn to shoot on film, then you can adopt any other support. Besides, there is another important trait connected to shooting on film: you must be able to pre-visualise the movie your shooting in your head, because unlike with digital you have no monitors exactly showing your lighting in real time. Such capability is, in my opinion, a fundamental skill for any filmmaker, and most notably for any cinematographer: we must make it sure that it will be preserved and transmitted to the new generations. Finally, I’d say that shooting on film intrinsically involve a higher degree of discipline and focus that, once you acquire them, you can naturally adopt them while shooting on digital.

Si tratta anche di una scelta estetica?

Io credo che la differenza alla fine la faccia l’elemento umano, non il supporto utilizzato. Per questo trovo piuttosto irritante la domanda sempre piu’ frequente di questi tempi: con che macchina lo hai girato? O meglio, la domanda sarebbe anche sensata, se all’interno di un discorso piu’ ampio che non si limiti a questo. Detto cio’, non si possono negare le qualita’ intrinseche ed organiche della pellicola e la bellezza delle immagini che rende possibile realizzare.  Parlando di estetica, nel caso di Terre di Cinema poi gli studenti hanno anche la fortuna di avere Cooke Optics tra i nostri Partner Tecnici e di poter utilizzare le loro splendide ottiche per le riprese dei loro cortometraggi. Dal punto di vista dell’innovazione tecnologica va anche citata l’opportunita’ di utilizzare gli ultimi sviluppi della illuminazione al led grazie al presenza di ADCOM nella squadra dei nostri Partner Tecnici.

Is it also a choice dictated by aestetics reasons?

I believe that in the end it is the human factor who makes the difference, not the technical support being used. That is why I find rather irritating the question, very common these days: “Which camera did you use for this shoot?”. Or I better say, it is a question that only makes sense in a wider and more detailed discourse, not limited to that. In any case, the intrinsic qualities of film stock cannot be denied and therefore the organic beauty uniquely typical of imagery shot on film. On top of this, students participating at our CineCampus have the fantastic opportunity to lens their shoots with Cooke Optics, our Technical Partner since 2017. In terms of innovation, we have access every year to latest technological developments in LED lighting provided by ADCOM, another valuable Technical Partner of TDC.

Diversi cortometraggi realizzati a Terre di Cinema hanno partecipato a vari festival internazionali.

Al momento stiamo aggiornando i numeri esatti, ma si tratterebbe di oltre venti partecipazioni a festival di cortometraggi in giro per il mondo ed un paio di vittorie. Questo ci rende davvero molto felici essendo un riscontro concreto della qualita’ del lavoro svolto.  Non dimentichiamo che la nostra formula prevede 12 ore di riprese per ciascun corto! Cito spesso ai nostri studenti, in tal senso, Orson Welles secondo cui: “Non può esserci arte senza limiti“.  Vale pero’ la pena di ricordare che noi non siamo una societa’ di produzione per la realizzazione di cortometraggi low budget, noi siamo un programma di formazione professionale altamente qualificato:  il risultato finale di ciascun corto dipende principalmente dal lavoro degli studenti partecipanti.  Inoltre, garantiamo loro l’utilizzo completo, anzi la proprieta’ stessa, delle riprese realizzate a TDC. E prima di rendere pubblici i corti attendiamo almeno un anno, di modo che abbiano il tempo di inviarli ai festival.

La natura assolutamente no profit di Terre di Cinema si traduce nella volonta’ di tenere il costo di iscrizione il piu’ basso possibile e fortemente al di sotto di programmi analoghi. Di recente una scuola di cinema europea ha lanciato un programma fotocopia con un costo di iscrizione quattro volte superiore al nostro.  Fortunamente oguno di noi ha il proprio lavoro principale, Terre di Cinema lo facciamo per passione. Ma le caratteristiche di cui sopra richiedono mezzi e risorse rilevanti, che spesso sostituiamo con lavoro extra, perche’ la qualita’ deve rimanere massima. Per quanto riguarda gli studenti italiani, abbiamo l’onore di avere con noi fin dall’inizio il Centro Sperimentale di Cinematografia, essendo Terre di Cinema parte della didattica del secondo anno della classe di fotografia. Ringrazio il Presidente Felice Laudadio, la ex Preside Caterina d’Amico, il direttore Marcello Foti ed il Maestro Giuseppe Lanci per aver sempre creduto in questo progetto. Personalmente spero che la SIAE rinnovi per il 2019 il bando SILLUMINA, di cui non si ha ancora notizia certa, perche’ il percorso iniziato due anni fa con le borse di studio offerte ai giovani registi/sceneggiatori sta dando ottimi risultati. Ritengo essenziale che i nostri giovani entrino in contatto con coetanei di tutto il mondo, migliorino il proprio inglese (che e’ la lingua di lavoro di tutte le nostre attivita’), si sprovincializzino per diventare attori protagonisti di un mercato del lavoro sempre piu’ globale.

Several short films that have been shot at Terre di Cinema have featured in various international film festival indeed.

We’re currently updating these figures, I believe we are talking of more than 20 selections around the globe and a couple of awards. Needless to say all this makes us extremely happy, it is a tangible demonstration of the excellency of the work we’ve developed at TDC.  Let’s not forget that our formula requires that each short be shot in only 12 hours!  In this respect, I always quote Orson Welles by saying that: “there is no art without limits“!  However it is important to state that we are not a production company, this is at first and mostly an educational programme and the outcome ultimately depends on what each student is willing to put into this in terms of hard work and proactive attitude. In any case we grant each of them full usage of the imagery realised at TDC, or I better say the very same ownership of such footage.  We wait at least one year before make each round of short film public, so that the students have the time to submit them to festivals. The absolutely no profit nature of Terre di Cinema is proved by the efforts we make to keep the participation fee as low as possible and remarkably below those of any other similar programme. Recently a famous European film school started a carbon copy programme of Terre di Cinema and its participation fee is four time higher than ours.

Fortunately each of us at TDC has his/her own main job, we do what we do at TDC uniquely for passion. And the unique feature of this programme though requires relevant resources and a great deal of hard work in order to  preserve the highest quality. Italian students benefit of the direct participation of Centro Sperimentale di Cinematografia – Italy’s national film school – since the very beginning, being our programme part of the academic curricula of the its cinematography department. For this I must express my deep gratitude to former Head of Studies Caterina d’Amico, President Felice Laudadio, Director Marcello Foti and Maestro Giuseppe Lanci, they all strongly support TDC since its very creatiion. Besides, I really hope SIAE will extend the SILLUMINA Call of Proposal for the next year (it has not been issued yet), so that we will be able to confirm 10 full scholarships for the 2019 Edition as well, cause the results so far have been remarkable. It is very important that Italian young directors and screenwriters have the opportunity to meet and collaborate with young filmmkers from all over the work at TDC so that they can refine their English – it is indeed the working languages of all our activities at TDC – and become active protagonists of a truly global industry.

Terre di Cinema si svolge in Sicilia e continuera’ ancora a svolgersi in Sicilia?

La Sicilia e’ una terra mozzafiato, ricca di storia cinematografica – tra i registi che hanno girato qui: Luchino Visconti, Roberto RosselliniJohn Ford, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini, Joseph Losey, Francis Ford CoppolaWim Wenders, giusto per citarne alcuni – che TDC vuole onorare e rinnovare.  E’ anche una location decisamente difficile, non soltanto da un punto di vista della logistica, ma anche da quello delle amministrazioni locali.  Dal 2017 la citta’ di Catania ci ha accolto con grande calore e sostegno: cito in particolare l’Universita’ degli Studi di Catania che rende possibile lo svolgimento delle le attivita’ del nostro CineCampus nello splendido Monastero dei Benedettini.  Ed il nostro unico partner privato, i Vini Murgo, che ci fornisce un aiuto essenziale. La scorsa estate ho ricevuto una proposta dall’estero di cambio di location, potremmo considerare qualche tipo di estensione, ma per il momento e per quanto riguarda le nostre attivita’ principali rimarremo dove siamo.

Up to know TDC has been taking place in Sicily, what about the future?

Sicily is a breathtaking location, rich of a cinematographic tradition – Luchino Visconti, Roberto RosselliniJohn Ford, Michelangelo Antonioni, Pier Paolo Pasolini, Joseph Losey, Francis Ford CoppolaWim Wenders have shot here, just to mention a few – that TDC wants to honor and renovate. It also is a rather difficult location, not just in terms of logistics but also because of its local administrations. Since 2017 the town of Catania warmly welcomed and supported us: Above all I must mention the University of Catania that provides us with the premises of the CineCampus located in the wonderful Monastero dei Benedettini. And our only private local partner, Murgo winery, whose support is absolutely essential for carrying out our programme. Last summer I have received a proposal to move our location out of Italy: we might consider some extention programme, but as for now it is our intention to keep our main activities there where we are.

Quali sono i momenti piu’ belli di questi nove anni di TDC?

In un certo senso direi tutti, perche’ si tratta di una esperienza bellissima e che mi fa rivivere ogni anno le sensazioni di quando anch’io ero uno studente alla London Film School. Effettivamente da quell’esperienza ho tratto grande ispirazione e sono stato felicissimo di poter avere dal 2016 nel team internazionale TDC anche Alan Bernstein, che della London Film School e’ stato preside per 13 anni: le sue lezioni sono indimenticabili.  Aggiungo anche tutti i momenti passati con Luciano Tovoli, presidente onorario di TDC, che per me rappresenta un modello ideale di autore della fotografia capace anche di grandi imprese nell’ambito dell’organizzazione di eventi e dell’associazionismo. Vorrei citare anche l’edizione 2014 che vide, grazie a Cartoni, la partecipazione speciale di Garrett Brown: faccio ancora fatica a credere di averlo visto davvero volteggiare con la sua Steadicam tra le colonne del Monastero di Forza d’Agro’, la nostra prima location.  Per non parlare delle sue foto ricordo con i dirigenti della Sicilia Film Commission sul palco dei Nastri d’Argento 2014! La proiezione sotto le stelle del film cult Santa Sangre di Alejandro Jodorowski, in compagnia di Daniele Nannuzzi, che ne aveva realizzato la fotografia; la presenza di Ed Lachman , ricco di suggerimenti per i nostri studenti, sui set dell’Edizione 2017.   Ed il Tributo al grande Ermanno Olmi dell’Edizione 2018 con la partecipazione del direttore della fotografia Fabio Olmi, che ha fatto di tutto per essere con noi nonostante fosse impegnato con la postproduzione di una serie tv.

What are the best memories regarding of these first nine years of TDC?

In a way I would say all of them, because it is a beautiful experience that makes me revives the times when I was a film student myself at the London Film School. In fact, the CineCampus formula is greatly inspired by the model of the London Film School and I’ve been extremely proud to have Alan Bernstein, who had been Head of Studies at the London Film School for 13 years, among the international lectures of TDC since 2016. More specifically, any moment spent with Luciano Tovoli, who’s also TDC Honorary Chairman, is worth it to be mentioned, being Luciano my ideal role model of a cinematographer who is also able to be engaged in the cultural debate regarding filmmaking and the promotion of our art and craft. I’d also mention the 2014 Edition: I still find it hard to believe that, thanks to Cartoni, we had Garrett Brown at TDC swinging with its Steadicam through the columns of the Monastery of Forza d’Agro’ – our very first location – for seven days.  And his participation at the Nastri d’Argento Awards together with the Heads of the Sicilia Film Commission! Or the midnight screening, under a starry filled sky of Alejandro Jodorowski‘s Santa Sangre, in company of Daniele Nannuzzi, who has been the cinematographer of such cult film. In 2017 the participation of Ed Lachman who’s been so kindly keen to visit the students set and advice them on their shootings.  And in 2018 the Tribute to great film director Ermanno Olmi, attended by cinematographer Fabio Olmi, who made it happen in spite of being at that time very busy with postproduction of a tv series.

Ed i momenti piu’ brutti?

Direi tutte le volte che non viene rispettato ne’ capito lo sforzo immenso ed il lavoro, non tanto mio, quanto di tutti quelli che lavorano e rendono possibile la realizzazione di TDC.   Ma fortunatamente si tratta di episodi rari, piu’ che compensati dalla grande generosita’ e disponibilita’ dei colleghi che hanno voluto partecipare a Terre di Cinema nel corso di questi splendidi nove anni.

What about bad memories?

I would say all the times that no respect and understanding is demonstrated towards the immense efforts and har working put into by our staff in the making of this Programme.  Fortunately they very rarely happens and they are more than compensated by the stunning generosity and availability demonstrated by all the colleagues who joined us at TDC throughout the years.

Cosa ci riserva il futuro?

L’obiettivo generale e’ approfondire il discorso sul cinema come industria, anzi come industria di prototipi, secondo la felice definizione di Citto Maselli. E quindi dare maggiore spazio e e visibilita’ ad altre competenze chiave, oltre quelle di registi e direttori della fotografia. Stiamo lavorando ad alcune novita’ riguardanti l’arrivo di nuovi partner tecnici ed un cambiamento nella formula del CineCampus che dovrebbe introdurre una sorta di competizione tra gli studenti, ma senza stravolgere la formula essenziale che lo contraddistingue fin dall’inizio.

What is going to happen in the future?

General goal is to enlarge our focus on the industry nature of cinema, or by the definition of Citto Maselli: cinema as an industry of prototypes. In this respect, the goal would be to cover and give exposure to other key roles in the filmmaking process, besides the directors and cinematographers. We are discussing the inclusion of new Technical Partners and a change in the CineCampus formula that would involve a certain degree of competition among the students, without altering its original formula.

Infine alcune precisazioni terminologiche: Chi sono i direttori della fotografia? Cosa e’ la cinematografia ed in cosa si distingue dalla fotografia? Perche’ si parla oggi di autori della cinematografia?

I direttori della fotografia, un tempo chiamati in Italia cineoperatori o anche direttori luci, sono i primi collaboratori del regista sul set in quanto responsabili della realizzazione concreta della narrazione non verbale della storia descritta nella sceneggiatura, cioe’ delle immagini acquisite dalla macchina da presa, analogica o digitale che sia. Il nostro mestiere si fonda sulla conoscenza ed utilizzo delle tecniche fotografiche, ma include elementi non strettamente fotografici, essenziali per tradurre in immagini in movimento le parole scritte nella sceneggiatura. Quindi sarebbe piu’ corretto parlare di “cinematografia” e non di fotografia, perche’ ci occupiamo di immagini in movimento: il fotografo realizza uno scatto alla volta, noi ne riprendiamo 24 (o 25) al secondo all’interno di singole riprese che in genere durano diversi minuti, girate in modo tale da poter essere montate in continuità (di luce e/o di azione).  Effettivamente la denominazione piu’ corretta per questo mestiere e’ l’anglosassone “cinematographer”, che in italiano si tradurrebbe come “cinematografo”. Ma qui sorge il problema in quanto nella nostra lingua per “cinematografo” tradizionalmente si intende il luogo fisico in cui si svolgono le proiezioni cinematografiche. Ecco perche’ da piu’ di un anno la nostra gloriosa associazione di categoria A.I.C., fondata nel 1950 da alcuni pionieri come il grande Tonino Delli Colli, ha assunto la denominazione ufficiale Autori Italiani della Cinematografia. Cio’ vale anche a sottolineare la natura autoriale e non soltanto tecnica del nostro lavoro che e’ riconosciuta legalmente in diversi paesi europei tra cui la Germania, ma non in Italia. Resta il rischio di ingenerare una certa confusione nel grande pubblico dei non addetti ai lavori che ha maggiore familiarita’ con il termine piu’ diffuso, in Italia ed all’estero, di “direttore della fotografia” o l’abbreviativo DOP.

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