Masters of Light – Oliver Stapleton BSC at TDC19

We are honoured to welcome legendary cinematographer Oliver Stapleton BSC at TDC19 // Siamo onorati di dare il benvenuto al leggendario direttore della fotografia Oliver Stapleton BSC a TDC19

 

Oliver Stapleton, BSC, has worked with a wide array of critically acclaimed filmmakers to make some of Hollywood’s best stories. His career spans decades, with a diverse slate of films from “My Beautiful Laundrette” in 1984, to Taylor Hackford’s “The Comedian” in 2016.

Oliver Stapleton, BSC, ha collaborato con una grande vareta’ di acclamati cineasti per quelle che sarebbero diventate alcune tra le storie più memorabili del cinema hollywoodiano e non solo.  La sua carriera si e’ sviluppata nel corso di decenni, su una vasta gamma di film, da “My Beautiful Laundrette” nel 1984, fino a “The Comedian”, diretto da Taylor Hackford nel 2016.

Stapleton’s collaborations with directors like Lasse Hallström and Stephen Frears prove him a cinematic force to be reckoned with. “The Cider House Rules,” from 1999, marked his first collaboration with Hallström, and they have since made a total of five films together. He has worked with Frears on seven films, beginning with “My Beautiful Laundrette.” He’s also worked with Michael Hoffman five times, including the two-time Academy Award-winning epic, “Restoration” in 1995.

In particolar modo i suoi lavori con i registi Lasse Hallström e Stephen Frears hanno dato prova delle sue grandi capacita’ cinematografiche.  “Le Regole della Casa del Sidro” nel 1999, segna la sua prima collaborazione con Hallström, con cui Stapleton ha realizzato in totale cinque film.  Con Stephen Frears ha realizzato sette film, a partire da “my Beautiful Laundrette”.  Cinque sono le collaborazioni con il regista Micheal Hoffman, tra le quali “Restoration – Il Peccato ed il Castigo” nel 1995, doppia nomination all’Oscar.

Stapleton has a way of touching every genre in the industry, with films like the musical “Absolute Beginners” of 1986, the Nicholas Sparks’ drama “The Best of Me” from 2014, and the 1988 sci-fi comedy “Earth Girls Are Easy,” which earned him an Independent Spirit Award nomination. He began his career shooting documentaries and music videos, and won the MTV Video Music Award for Best Cinematography for his work with the band, A-ha, for “Take On Me.” He has also worked on video projects with great musicians, such as David Bowie, the Rolling Stones, Eddie Grant and The Human League, to name a few.

Nel corso della sua carriera Stapleton ha dimostrato grande versatilità nel saper interpretare ogni genere cinematografico, ne sono prova film come il musical “Absolute Beginners” del 1986, il dramma “Il Meglio di Me” di Nicholas Sparks (2014), e la commedia sci-fi “Le Ragazze della Terra sono Facili” del 1988, che gli valse una nomination per la miglior Fotografia agli Independent Spirit Award.  Inizio’ la sua carriera girando documentari e videoclip musicali, e vinse l’MTV Video Music Award per la miglior Fotografia per il suo iconico lavoro con la band degli A-ha per il video “Take on Me”.

His approach is to treat every film as though it is his first and uncover the appropriate style for the movie in collaboration with the Director. He has conducted many epic and legendary masterclasses at Camerimage in Poland, and is co-head of Cinematography at the National Film and Television School in the UK.

La sua filosofia e’ quella di trattare ogni nuovo film come se fosse il suo primo, partendo dalla collaborazione con il regista per definirne uno stile unico ed appropriato.    E’ ospite ricorrente del festival Camerimage, in Polonia, dove le sue masterclass sono divenute leggendarie, e co-dirige il Reparto Fotografia della National Film and Television nel Regno Unito.

 

OLIVER STAPLETON on the job of cinematographer: // OLIVER STAPLETON sul mestiere del direttore della fotografia:

Lighting is an incredibly wonderful, complex, absorbing and creative part of film-making. A Designer friend recently told me that film is “Nothing but Light and Shade…” and in many ways that is exactly true. Prior to around 2012, lighting was solely in the hands of the Cinematographer because what we shot was mostly in the film the way we shot it. Then a revolution took place and images had the potential to be highly manipulated in post-production – and not necessarily by the Cinematographer. So suddenly Everyone could poke their finger into the image and change it, not just subtely but radically. Then films like Avatar, Hugo and Gravity started winning Oscars for Cinematography and a fierce debate broke out as to whether the Oscar for Cinematography should be be split into two categories…

Mettere la luce per un film e’ un’attività incredibilmente meravigliosa, complessa, avvincente e creativa.    Un amico scenografo recentemente mi ha detto che in fondo in film non sono “niente altro che luce ed ombra…”  e per molti versi questa e’ proprio la verità.  Piu’ o meno prima del 2012, l’immagine era esclusivamente nelle mani del direttore della fotografia, perché quello che facevamo si completava tutto nella pellicola esposta.  Dopodiché ci fu una vera e propria rivoluzione che comporto’ la possibilità di manipolare enormemente le immagini in post-produzione – non necessariamente secondo le scelte del direttore della fotografia.    Improvvisamente chiunque poteva mettere il naso in una immagine e cambiarla, anche radicalmente.  Cosi’ film come Avatar, Hugo e Gravity iniziarono a vincere gli Oscar per la miglior Fotografia, ne segui’ un aspro dibattito che ancora dura sulla necessita’ o meno di dividere l’Oscar alla Fotografia in due categorie…

Whether or not this happens is immaterial… in the real world. Cinematographers salaries have been in free-fall over the last 5 years and the power to “make the picture” is in the hands of a long chain of people – the Cinematographer is still the origin of that chain and this is important to remember. In fact the challenge of “managing people” is now an even more important part of the Cinematographers job than it was – it is only by his or her influence that the modern Cinematographer can have some hope that their crafted image will survive the process without too much cropping, zooming, re-timing and all the other ways the picture can be changed in post. I have had my first experience of a Studio telling me what Camera I should shoot the film with! I find this quite offensive: I’m sure those execs in the Studio would not appreciate it if I come into their office and suggest to them what kind of computer and software they should use! Our shrinking patch of power needs sturdy defense at this point, and we need to remind such people that Cameras are What We Do and there is no-one out there who knows more about them than we do.

Che cio’ avvenga o meno ha poca importanza…nel mondo reale.  I salari dei direttori della fotografia sono stati in caduta verticale nel corso degli ultimi cinque anni e la funzione di “creare l’immagine” e’ adesso nelle mani di una lunga sequela di persone – ma il direttore della fotografia e’ ancora all’origine di questo processo, questo e’ bene tenerlo sempre a mente.  Quindi le capacita’ gestionali e relazionali del direttore della fotografia sono oggi ancor piu’ importanti che nel passato – e’ solo grazie alla sua influenza se le immagini create sul set possono sopravvivere per come erano state originariamente intese fino alla fruizione finale senza troppi ritagli, zoomate, e tutte le altre alterazioni possibili in post.    Quando per la prima volta una produzione mi suggeri’ che tipo di macchina da presa digitale utilizzare per un film lo trovai piuttosto offensivo.  Sono sicuro questi tizi non apprezzerebbero i miei suggerimenti su che tipo di computer e software dovrebbero usare nei loro uffici!  Le nostre prerogative sono continuamente sotto attacco in questo momento, dobbiamo difenderle ricordando a questa gente che le macchine da presa sono quello che noi facciamo e che non c’e’ nessun altro che le conosca meglio di noi.

It’s interesting that Studio Execs don’t tell me to use Arri Lights, or Mole-Richardson Lights… this is because lighting units are not something you have in your living room – but you might have a Canon 5D or a Red camera because it’s trendy & maybe you bought one for your son. So they learn a little bit about cameras and suddenly they are experts… Don’t listen to these people – be charming and dazzle them with knowledge and they’ll soon shut up. Maybe all that techno jargon will come in handy here: just start a few sentences with the word “10-Bit” and they’ll soon glaze over. I’ve found the word “reliability” quite useful here… especially in relation to a certain camera…

E’ interessante notare che nessuna produzione mi mai suggerito se usare una marca di illuminazione piuttosto che un altra, un proiettore Arri piuttosto che un Mole-Richardson…questo perche’ i proiettori di luce non sono roba da tenere nel tuo soggiorno – ma potresti avere una Canon 5D o una Red perche’ va di moda o magari l’hai comprata per tuo figlio.   Basta poco per autoproclamarsi esperti in materia,. . Ma non fatevi impressionare troppo da queste chiacchiere – siate carini e convincenti grazie alla vostra preparazione e loro vi staranno ad ascoltare.  In fin dei conti, tutto questo carrozzone tecnologico che ci opprime a qualcosa può servire: condite un paio di frasi con la parola magica “10 bit” e rimarranno a bocca aperta.  In tal senso ultimamente ho trovato molto efficace anche la parola “affidabilità”…specialmente con riferimento ad una certa macchina…

Read more about Oliver Stapleton’s witty and sagacious thoughts on the film industry on his own website

Leggi di piu’ a proposito delle acute e sagaci idee di Oliver Stapleton sull’industria cinematografica nel suo sito

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